TOUR BOSCO FICUZZA

 

 

 


 

È un trono scolpito sulla roccia arenaria che il re Ferdinando IV di Borbone usava per cacciare stando seduto mentre i battitori spingevano le prede verso di lui.

 

Nel 1994 l’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana e la Lega Italiana Protezione Uccelli decidono di intraprendere un progetto ambizioso: creare il primo ospedale in Sicilia per la fauna selvatica, al fine di potere assistere e riabilitare tutti gli animali, che purtroppo, sono vittime di atti di bracconaggio o traumi accidentali. Sorretti dalla consapevolezza dell’assoluta necessità di una simile struttura, nel 1996 viene inaugurato il Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza, in uno dei posti più suggestivi della Sicilia . A conferma dell’indispensabile funzione del Centro per la salvaguardia della fauna, animali feriti arrivano ogni giorno da tutta la Sicilia.

Appena pervenuti, gli animali, vengono immediatamente visitati da esperti veterinari che, in base alla gravità del caso, stabiliscono il tipo di intervento da effettuare.


Al suo interno il Centro dispone di locali e spazi distinti in base ai diversi tipi di interventi terapeutici da effettuare, alle diverse specie animali da ospitare, per le finalità divulgative.




Sullo sfondo dell’imponente Rocca Busambra , sorge il palazzo reale di Ficuzza, voluto da Ferdinando IV di Borbone.Posto lungo la vecchia carrozzabile che a fine ‘700 portava a Corleone, il palazzo era certamente un posto allettante e facilmente raggiungibile in mezza giornata di carrozza da parte del Re e dei suoi amici. Ferdinando di Borbone arrivò in Sicilia alla vigilia di Natale del 1798. Era in fuga da Napoli, dopo la rivoluzione nel capoluogo partenopeo.
La costruzione iniziò nel 1802, l’incarico venne affidato all’architetto Chenchi, ingegnere della Regia Corte. Antonino Torregrossa ebbe il compito di selezionare le migliori maestranze allora disponibili sul mercato, sia per la costruzione che per gli arredi e le decorazioni della nuova Casina di caccia.
La costruzione del Palazzo si protrasse fino al 1807 e impegnò un numero notevole di maestranze: scalpellini, decoratori, muratori, falegnami ebanisti, marmisti, pittori, scultori e tappezzieri
In Sicilia passò diversi anni e a Ficuzza, dopo la costruzione del Palazzo, praticamente ininterrottamente quasi due anni e mezzo, dal 1810 al 1812.