CEFALÀ DIANA | GODRANO | AREA BOSCO FICUZZA

 

 

 Le terme arabe. Molti storici e studiosi danno origine a queste terme a una rara e bellissima costruzione di origine araba. Un’altra tesi recente attribuisce alla struttura che copre i bagni una realizzazione normanna; L’edificio all’esterno si presenta come una massiccia costruzione in pietrame su cui spicca un iscrizione araba  scolpita in blocchi di arenaria che gira intorno a tre lati dell’edificio. Su uno di questi lati si intuisce la comune scritta araba “In nome di Dio clemente e misericordioso”. L’interno è a pianta rettangolare con una copertura a botte con dei fori per l’aerazione . La sala è divisa in due parti da un muro a tre archi che si poggiano su due esili colonnine di marmo con capitelli in terracotta ; la parte anteriore, molto più grande dell’altra, è stata molto trasformata nel tempo; prima era formata da una sola grande vasca, adesso ne esistono tre  . Di originale si possono ammirare alcune parti della gradinata nella vasca a nord, le nicchie adibite alla conservazione degli indumenti e alcuni tratti della pavimentazione. Qui la principessa Diana sec. XVIII, scendeva dal suo castello per ristorarsi in un rilassante bagno caldo .  

 

Il castello.  La struttura attualmente visibile è stata edificata tra il XIII e il XIV secolo, sopra una precedente edificazione si pensa di origine musulmana, ma si hanno notizie certe solo del periodo normanno attraverso un documento del 1121. Sfruttato in origine dai Chiaramonte come maniero difensivo sull’asse stradale Palermo-Agrigento, nel corso dei secoli mutò il suo utilizzo diventando prima deposito di granaglie e poi residenza nobiliare. Costruito su una rupe a 650 metri sul livello del mare. Dal punto di vista architettonico, quello che salta in evidenza è la corte centrale di forma triangolare rinchiusa da altissime mura perimetrali molto danneggiate dal tempo. Su tutto il castello spicca la torre mastra  ancora in buonissime condizioni e fruibile, alta più di 20 metri, coperta in cima da una terrazza merlata. Nel XVIII secolo i Diana, divenuti duchi di Cefalà nel 1684, fondarono il villaggio di Cefalà Diana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sullo sfondo dell’imponente Rocca Busambra , sorge il palazzo reale di Ficuzza, voluto da Ferdinando IV di Borbone.Posto lungo la vecchia carrozzabile che a fine ‘700 portava a Corleone, il palazzo era certamente un posto allettante e facilmente raggiungibile in mezza giornata di carrozza da parte del Re e dei suoi amici. Ferdinando di Borbone arrivò in Sicilia alla vigilia di Natale del 1798. Era in fuga da Napoli, dopo la rivoluzione nel capoluogo partenopeo.
La costruzione iniziò nel 1802, l’incarico venne affidato all’architetto Chenchi, ingegnere della Regia Corte. Antonino Torregrossa ebbe il compito di selezionare le migliori maestranze allora disponibili sul mercato, sia per la costruzione che per gli arredi e le decorazioni della nuova Casina di caccia.
La costruzione del Palazzo si protrasse fino al 1807 e impegnò un numero notevole di maestranze: scalpellini, decoratori, muratori, falegnami ebanisti, marmisti, pittori, scultori e tappezzieri
In Sicilia passò diversi anni e a Ficuzza, dopo la costruzione del Palazzo, praticamente ininterrottamente quasi due anni e mezzo, dal 1810 al 1812.

 

 

Nel 1994 l’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana e la Lega Italiana Protezione Uccelli decidono di intraprendere un progetto ambizioso: creare il primo ospedale in Sicilia per la fauna selvatica, al fine di potere assistere e riabilitare tutti gli animali, che purtroppo, sono vittime di atti di bracconaggio o traumi accidentali. Sorretti dalla consapevolezza dell’assoluta necessità di una simile struttura, nel 1996 viene inaugurato il Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza, in uno dei posti più suggestivi della Sicilia . A conferma dell’indispensabile funzione del Centro per la salvaguardia della fauna, animali feriti arrivano ogni giorno da tutta la Sicilia.

Appena pervenuti, gli animali, vengono immediatamente visitati da esperti veterinari che, in base alla gravità del caso, stabiliscono il tipo di intervento da effettuare.


Al suo interno il Centro dispone di locali e spazi distinti in base ai diversi tipi di interventi terapeutici da effettuare, alle diverse specie animali da ospitare, per le finalità divulgative.

 

 

È un trono scolpito sulla roccia arenaria che il re Ferdinando IV di Borbone usava per cacciare stando seduto mentre i battitori spingevano le prede verso di lui